SPECIFICITÀ E SENSIBILITÀ DEL PROTOCOLLO DI DISPATCHING PER L’ELISOCCORSO SANITARIO NEGLI INCIDENTI STRADALI

P.Rosi, R.Gavagnin*, G.Cipolotti, A.Antonich, G.Zanardo, M.Tessarin*

SUEM Treviso Emergenza e *Direzione Sanitaria

Ospedale S.Maria dei Battuti - Azienda ULSS 9 - Treviso

La creazione delle Centrali Operative dell’Emergenza Sanitaria, cui afferisce il 118, consente di erogare risposte differenziate all’urgenza ed emergenza preospedaliera, attivabili in base alle effettive necessità dell’utente: ambulanze di trasporto, di soccorso e di rianimazione, automedica, eliambulanza.

L’adozione di modalità di dispatching codificate, che riducano al minimo l’interpretazione soggettiva dell’operatore, è fondamentale al fine di garantire all’utente la risposta adeguata entro limiti di tempo compatibili con il tipo di patologia, consentendo nel contempo un efficiente utilizzo delle risorse.

La scelta di criteri che presentino, oltre alla massima sensibilità, anche un’elevata specificità è particolarmente importante per la gestione dei servizi di elisoccorso, in considerazione degli alti costi operativi del mezzo.

In Italia si è diffuso recentemente l’utilizzo di criteri puramente "situazionali" di dispatching, in cui l’attivazione dell’elicottero fa seguito al riscontro da parte dell’operatore di alcune specifiche dinamiche di incidenti e/o tipologie di mezzi coinvolti (1,2).

La Centrale Operativa di Treviso Emergenza ha basato le modalità di dispatching sia su criteri situazionali che sulla base delle notizie cliniche sulle condizioni del paziente rilevabili dalla telefonata dell’utente (posizione, lesioni evidenti, stato di coscienza).

Scopo del presente lavoro è confrontare la sensibilità e la specificità del metodo adottato rispetto all’impiego di criteri puramente situazionali.

Materiali e Metodi

Dal 1/1 al 31/12/1995 sono stati registrati, sul sistema informatico della Centrale Operativa, tutti i dati relativi agli incidenti stradali in ambito extra-urbano, ed in particolare: modalità, tipologia dei mezzi, localizzazione, condizioni del paziente, gravità presunta da parte dell’operatore. Per quest’ultimo aspetto si è impiegata una classificazione largamente utilizzata dai servizi di emergenza: cod. 1 = paziente con ferite lievi; cod. 2 = paz. che richiede ospedalizzazione ma con funzioni vitali conservate; cod. 3 = paz. con funzioni vitali compromesse che richiede assistenza medica immediata.

L’elisoccorso è stato attivato quando si verificava una delle due seguenti situazioni:

a. vi erano indicazioni cliniche che suggerivano la presenza di pazienti critici (cod. 3)

b. in assenza di indicazioni cliniche la tipologia rientrava nei criteri "situazionali"

L’equipe intervenuta sul posto (elicottero, se inviato, o ambulanza) ha registrato con lo stesso criterio sopra adottato la gravità effettivamente riscontrata.

L’intervento dell’elicottero è congruo per i pazienti cod.3, mentre è superfluo per codici inferiori; il mancato invio dell’elicottero a fronte del riscontro di cod. 3 costituisce una risposta inadeguata alla gravità del paziente.

Sono state analizzate, con lo stesso metodo, la congruità delle risposte effettivamente erogate, e la congruità delle risposte che sarebbero state erogate se si fosse utilizzato esclusivamente il criterio situazionale.

Risultati e Discussione

Nel periodo in esame sono stati considerati 1235 incidenti stradali; l’elicottero è stato inviato in 117 interventi (9,5%), mentre in 1118 è intervenuta la sola ambulanza con infermiere professionale. Sui 117 interventi con elicottero, in 77 (65,8%) le condizioni dei pazienti erano effettivamente tali da richiedere il soccorso medico avanzato, mentre nei restanti 40 (34,2%) la presenza del medico si è dimostrata superflua. Dei 1118 interventi eseguiti dall’ambulanza, in un solo caso (0,08%) si è riscontrata una gravità superiore a quella prevista. A differenza di tutti gli casi in cui si è riscontrata la presenza di cod. 3, quest’ultimo non rientrava neppure nei criteri puramente situazionali.

Se l’elicottero fosse stato impiegato con criteri esclusivamente situazionali, avrebbe eseguito altri 108 interventi (+ 92,3%), a parità di interventi giustificati dalle condizioni cliniche (34,2%, p<0.001).

In conclusione, i criteri situazionali hanno dimostrato un’elevata sensibilità (98,7%), ma una specificità notevolmente inferiore a quella di un sistema di dispatching basato anche sulle condizioni cliniche apparenti del paziente, che ha la stessa sensibilità.

Bibliografia

1) Nardi G. et al: Elisoccorso: criteri di attivazione nell’urgenza traumatologica. N&A, mensile italiano del soccorso 1995;1:1-6

2) Nardi G. et al: Come allertare un elisoccorso: sensibilità e specificità dei criteri di dispatch in aree extraurbane. N&A, mensile italiano del soccorso 1996;5:1-5