118: ruolo ed integrazione con il soccorso alpino

nell’elisoccorso in montagna.

G. Cipolotti, P. Rosi, G. Zanardo, E. Nascimben, A. Antonich

S.U.E.M. "Treviso Emergenza"

Ospedale "S. Maria dei Battuti" - 31100 Treviso

Fin dalla sua data di fondazione, nel 1954, il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino (CNSAS) ha avuto come compito primario di portare soccorso alle persone in difficoltà nell’ambiente alpino. Nonostante la sua specifica caratteristica di essere un’associazione di volontariato, o forse proprio grazie a questo, negli anni la struttura è cresciuta in professionalità, tanto da essere, a livello nazionale, il punto di riferimento principale cui tutti gli Enti e le strutture deputate al soccorso si rapportano per sfruttarne la capacità e competenza. E’ altrettanto indubbio che una grossa parte degli interventi effettuati dalle squadre del CNSAS richiede una assistenza sanitaria, come è dimostrato da recenti dati statistici da cui si nota come nel circa il 70% degli interventi le persone coinvolte avevano traumi di varia entità 1 .

Per quanto riguarda l’emergenza sanitaria, la cui competenza spetta alla struttura pubblica nella figura delle U.L.S.S., la gestione del problema non è purtroppo stato sempre diretta, in quanto molti ospedali hanno demandato a terzi, tramite la stipula di convenzioni, non solo l’effettuazione dei soccorsi e dei trasporti, ma anche la ricezione delle richieste di intervento; tale situazione ha determinato, in taluni casi, cadute nella qualità del servizio erogato, dovute anche alla mancanza di controllo da parte dell’Ente pubblico.

Il D.P.R. 27-3-92 tuttavia ha indicato, anche se in maniera superficiale, come il compito della gestione del soccorso extra-ospedaliero spetti alle ULSS, che hanno competenza nella realizzazione delle Centrali Operative (C.O.), nella selezione di personale qualificato e nella pianificazione di specifici protocolli operativi per il soccorso extra-ospedaliero. A questa iniziale disposizione nazionale, le varie Regioni hanno risposto con la stesura e l’attuazione di specifiche disposizioni locali, per cui l’attuale situazione vede una copertura quasi totale del Nord d’Italia da parte dei servizi 118, mentre al Centro e al Sud la presenza sul territorio è "a macchia di leopardo".

Pertanto, per l’erogazione di una corretta risposta alle richieste che provengono alle C.O. del 118 da parte dell’utenza è indispensabile che tale struttura si rapporti operativamente con gli Enti che posseggono il "know-how" tecnico e culturale necessario a garantire l’esecuzione dell’intervento; esempio particolarmente significativo è la collaborazioni fra servizi di emergenza extra-ospedaliera e strutture del Soccorso Alpino.

 

1) La ricezione della chiamata e la funzione di filtro della C.O.

E’ indubbio come, in rapporto alla necessità di poter disporre di una struttura presidiata 24 ore su 24 che sia in grado di raccogliere e filtrare le richieste di soccorso in ambiente montano da parte degli utenti, le C.O. del 118 risultino essere le strutture più adeguate cui far afferire questo tipo di chiamate. E’ altrettanto indubbio, però, come il soccorso in montagna rivesta delle particolari caratteristiche e peculiarità in cui risulta determinante la raccolta di informazioni sulla zona di intervento e sulla tipologia del soccorso che solo un esperto può conoscere.

L’obiettivo da perseguire al momento della ricezione della chiamata deve essere quello di :

- identificare la zona

- stabilire le modalità dell'incidente per pianificare la procedura di recupero

- raccogliere il maggior numero possibile di informazioni sulle condizioni sanitarie degli infortunati

- allertare la stazione CNSAS competente per territorio per l’identificazione esatta della zona ed un eventuale supporto logistico

L’integrazione fra Ente pubblico e CNSAS può avvenire in diversi modi:

- presenza, in C.O. del 118, di un operatore del CNSAS preparato alla ricezione e gestione delle chiamate di soccorso alpino, secondo un apposito protocollo concordato; tale soluzione può essere ipotizzabile anche solo in determinati periodi dell’anno, quando l’incidenza dei soccorsi in montagna è statisticamente più significativa;

- preparazione del personale sanitario che opera in C.O. sulla base dei protocolli di intervento del CNSAS; in questo caso comunque la conoscenza del territorio montano è sempre abbastanza scarsa, per cui talvolta risulta difficoltoso identificare la zona di intervento;

- gestione della richiesta di soccorso da parte di una struttura di riferimento della C.O., presidiata anche solo nelle ore diurne, cui demandare l’esecuzione dell’intervento direttamente (es. C.O. dell’Aiut Alpin Dolomites) o con il supporto dei mezzi dell’Ente pubblico (es. struttura di riferimento dell’ULSS 8 della provincia di Treviso, sede anche della stazione del CNSAS della Pedemontana del Grappa, che gestisce le chiamate di soccorso con il concorso dell’elicottero del SUEM di Treviso).

La scelta della tipologia ideale di funzionamento dipende peraltro dal numero di interventi effettuati nell’anno; risulta economicamente più vantaggioso comunque adottare una filosofia di tipo"modulare", che preveda la presenza dell’operatore del CNSAS in C.O. o l’attivazione di una struttura di riferimento duranti i periodi "caldi" dell’anno, e la possibilità di attivare di una reperibilità nelle stagioni in cui l’attività escursionistica decresce.

2) Il personale

Dai dati statistici relativi agli interventi effettuati nel 1995, risulta che ormai oltre il 65% dei soccorsi vengono effettuati con l’elicottero; nell’ambito di molte regioni, inoltre, gli elicotteri utilizzati operano in convenzione con le C.O. del 118 . Questo fatto rende imprescindibile l’integrazione del personale sanitario e dell’equipaggio di condotta dell’aeromobile con il personale del CNSAS.

La tipologia specifica del soccorso in montagna, poi, rende indispensabile un "trapasso" di nozioni fra le due strutture, per cui:

- i medici di emergenza impiegati devono avere una conoscenza delle tecniche di

alpinismo di base e delle procedure di recupero a mezzo di verricello o gancio baricentrico;

- i tecnici di soccorso alpino devono conoscere le manovre di primo soccorso e l’utilizzo dei materiali sanitari in dotazione in modo da supportare il medico in mancanza dell’infermiere professionale.

La formazione del personale deve essere effettuata tramite corsi regionali (es. Veneto, Trenino Alto Adige) e periodicamente verificata con esercitazioni (almeno due all’anno) con l’impiego delle tecniche normalmente adottate per le manovre di soccorso.

E’ inoltre importante limitare il numero del personale impiegato in questi servizi, per garantire al massimo l’affiatamento, la conoscenza del territorio e delle tecniche di recupero, la professionalità nell’effettuazione dei soccorsi.

3) Le tecnologie.

Sia il CNSAS che i servizi di emergenza extra-ospedaliera si sono dotati di reti di radio-comunicazioni create per garantire il contatto con i propri mezzi e squadre di soccorso operanti sul territorio; è da sottolineare tuttavia che molto spesso sono proprio le reti di ponti ripetitori del CNSAS, appositamente studiati per permettere una comunicazione efficace in ambiente montano, che risultano più adeguate delle reti radio sanità; a questo punto, la collaborazione fra i due Enti non può che risultare in un miglioramento dell’efficienza del servizio, in quanto la copertura del territorio è garantita dalla presenza di un duplice sistema.

Altro aspetto da non trascurare è quello della possibilità di gestire, tramite un sistema di Teledrin o beeper connessi alla rete radio, la reperibilità sia del personale sanitario che di quello del CNSAS, in cui il vantaggio di allertamento in termini di tempo è sensibilmente più vantaggioso se la chiamata viene gestita da una C.O. presidiata "H24".

La diffusione delle reti cellulari TACS e GSM ha indubbiamente aumentato la possibilità di reperimento del personale, anche se la copertura delle reti in territorio montano non è ancora tale da permettere l’abbandono dei tradizionali sistemi via radio; è tuttavia importante sottolineare come la diffusione capillare di questi apparati fra le persone che frequentano la montagna ha sensibilmente ridotto i tempi di allertamento dei soccorsi, con un indubbio vantaggio in termini sanitari per gli infortunati.

Indispensabile è inoltre l’utilizzo in C.O. di un sistema informatico di supporto, in grado di permettere le seguenti funzioni:

- data-base con archivi contenti le informazioni necessarie all’effettuazione del soccorso (località, stazione competente, recapiti telefonici, caratteristiche orografiche, ecc.)

- refertazione ed archivio degli interventi svolti

- elaborazione e stampa di rapporti di servizio

- elaborazione di reports statistici

- fatturazione delle missioni

- archivio cartografico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3) I mezzi.

Pur nell’ampio panorama dell’offerta da parte delle industrie produttrici di elicotteri, è innegabile come la scelta di un aeromobile da utilizzare in operazioni di soccorso in montagna debba rispondere a dei particolari requisiti in termini di maneggevolezza, potenza e possibilità di recupero con tecniche specifiche per ogni tipo di missione.

Le caratteristiche fondamentali di questi elicotteri possono essere così individuate:

- ridotto flusso rotore

- rotore principale e di coda alti

- supporti di atterraggio alti

- potenza motore che garantisca operatività (atterraggio e hovering fuori effetto suolo) in tutto l’ambito della zona di operazioni

- gancio baricentrico principale e secondario o altro sistema di sicurezza, e verricello (con possibilità di caricamento della barella in volo).

Restano ancora da definire comunque, in base alle normative internazionali che entreranno in vigore probabilmente nel 1998 (JAR-OPS 3), le caratteristiche specifiche degli elicotteri che dovranno essere impiegati nelle missioni di "search and rescue" in ambiente montano, che pare saranno regolate da una specifica normativa. A livello nazionale, il Registro Aeronautico Italiano (R.A.I.) ha emanato una direttiva2 che fissa i criteri di questi missioni con particolare riguardo alle norme operative, all’addestramento e all’equipaggio di condotta.

E’ opportuno inoltre che le procedure di soccorso siano studiate e standardizzate pariteticamente fra personale aeronautico, sanitario e tecnico del Soccorso Alpino, con una particolare attenzione nella definizione delle competenze e responsabilità delle varie componenti.

La scelta ed il controllo dei materiali da impiegarsi è compito del CNSAS; è consigliabile che un magazzino con materiale di scorta sia posizionato nella base di elisoccorso, per poter garantire un rapido ripristino dei materiali ed una scorta degli stessi in caso di interventi con più infortunati.

Per i soccorsi via terra, è inoltre utile poter usufruire di mezzi adatti all’impiego su terreni difficili, di cui le suadre del CNSAS sono di solito dotate, al cui interno sia possibile garantire uno spazio per l’accoglimento di una barella e dei presidi necessari utili per garantire le manovre di primo soccorso.

 

 

4) Il rapporto convenzionale

Il rapporto fra CNSAS ed Ente pubblico deve essere regolato da apposita convenzione, che riguardi tutti gli aspetti amministrativi relativi all’esecuzione delle missioni di soccorso, quali:

- fatturazione degli interventi che non hanno competenza sanitaria (recupero salme, ricerca dispersi)

- addestramento del personale, specificando la scadenza delle stesse e l’impegno

in ore di volo necessarie

- presenza del tecnico di soccorso presso la base di elisoccorso (durata, n° dei tecnici)

- copertura assicurativa del personale CNSAS

Visto il costante rapporto di collaborazione che vincola l’ULSS che gestisce le basi di elisoccorso e il CNSAS, è opportuno che uno dei responsabili regionali del Soccorso Alpino sia inserito, in qualità di esperto, nella Commissione Giudicante l’appalto del servizio di elisoccorso, per valutare la conformità delle caratteristiche dell’elicottero all’utilizzo in montagna e le procedure contenute nel manuale operativo della Ditta.