L'Operazione IRMA

Resoconto dell'attività

L'operazione Irma, nome di una bambina della ex-Jugoslavia ricoverata in condizioni critiche da Sarajevo presso un ospedale londinese, la cui vicenda ha sensibilizzato l'opinione pubblica mondiale, nasce in Italia dalla necessità di coordinare l'ospedalizzazione dei profughi della ex-Jugoslavia inviati nel nostro paese dall'organizzazione sanitaria dell'ONU.


Nell'agosto del 1993, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministero della Sanità e con gli Assessorati alla Sanità regionali, ha creato una struttura di riferimento per il ricovero dei pazienti e l'accoglimento dei familiari provenienti dalla ex-Jugoslavia; in ogni regione è stata individuata una Centrale Operativa che, raccolta la disponibilità di posti letto degli ospedali del proprio bacino di utenza, provvedesse al trasporto e al ricovero dei pazienti, attivando le Prefetture competenti per l'accoglimento dei familiari.

Il Dipartimento della Sanità della Regione Veneto ha incaricato la Centrale Operativa di Treviso Emergenza di provvedere al coordinamento delle procedure in merito all'operazione Irma

La procedura di attivazione per garantire il ricovero dei pazienti provenienti dalla ex-Jugoslavia prevede i seguenti "steps" operativi:

  • invio della richiesta di ospedalizzazione al Ministero della Sanità da parte dell'organizzazione sanitaria "Medevac" dell'ONU, accompagnata da una scheda sanitaria che descrive le condizioni cliniche del paziente;
  • trasmissione , da parte del Ministero della Sanità, della scheda del paziente alla Centrale Operativa della regione che deve provvedere al ricovero dello stesso (sulla scheda sono contenute anche le generalità dei familiari accompagnatori); tutte le comunicazioni fra Centrale Operativa e altri enti avvengono tramite fax;
  • la Centrale Operativa, sulla base delle condizioni cliniche del paziente, richiede la disponibilità del posto letto alla Direzione Sanitaria dell'ospedale idoneo al ricovero ;
  • ricevuto l'assenso , la Centrale Operativa provvede, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana, all'organizzazione del trasporto del paziente e dei familiari dall'aeroporto di Falconara, previo avviso al Ministero della Sanità, che comunica l'orario di arrivo del volo;
  • se il paziente è accompagnato, viene attivata la Prefettura competente, cui spetta il compito di provvedere all'alloggio dei familiari;
  • la Centrale Operativa si mantiene in costante contatto sia con l'ospedale di destinazione, che con la Prefettura, per fornire informazioni sull'orario di arrivo del paziente;
  • Treviso Emergenza provvede inoltre ad inviare alla Prefettura di Treviso e al Dipartimento Sanità della Regione Veneto un fax con tutti i dati relativi al ricovero del paziente e dei familiari, in modo che tali strutture siano sempre aggiornate sulla destinazione dei profughi;
  • tutti i dati relativi ai ricoveri sono inseriti in un data-base appositamente creato, su cui vengono aggiornati gli eventuali trasferimenti o dimissioni dei pazienti;
  • la Centrale Operativa di "Treviso Emergenza" provvede ad inviare al Ministero della Sanità un'aggiornamento periodico sulla situazione dei pazienti.

Da agosto 1993 a maggio 1994 sono giunte presso la Centrale Operativa di Treviso Emergenza 18 richieste di ricovero di pazienti della ex-Jugoslavia presso le strutture ospedaliere del Veneto; 5 di queste sono state successivamente annullate dal Ministero; anche in questi caso la Centrale aveva provveduto al reperimento del posto letto.

I 13 pazienti accolti in Veneto presentavano le seguenti patologie:

  • Ortopedica: 4
  • Oculistica: 3
  • Plastica (ustioni): 2
  • Neurochirurgica: 2
  • Cardiochirurgica: 1
  • Urologica (pediatrica): 1
I pazienti sono stati ricoverati presso le seguenti strutture ospedaliere:
  • Ospedale di Padova: 4 pazienti
  • Ospedale di Verona: 4 pazienti
  • Ospedale di Treviso: 2 pazienti
  • Ospedale di Vicenza: 1 paziente
  • Ospedale di Mestre: 1 paziente
  • Ospedale di Cortina: 1 paziente