Eluana Englaro

Milano, 9 luglio 2008

Oggi i giudici della Corte d'appello di Milano hanno autorizzato il padre di Eluana Englaro a interrompere il trattamento di idratazione ed alimentazione artificiale che la mantiene in vita, in coma irreversibile, dopo un incidente stradale avvenuto nel gennaio 1992.
Da quasi 10 anni Beppino Englaro stava cercando di ottenere nelle aule giudiziarie il rispetto della volonta' di Eluana, che non avrebbe mai accettato di essere sottoposta a terapie che la mantenessero artificialmente in vita in queste condizioni
Il Parlamento, nonostante le sollecitazioni dei cittadini, dei medici, del Comitato Nazionale di Bioetica, continua a non voler riconoscere il diritto delle persone ad esprimere in anticipo direttive su quali terapie accettare o rifiutare in caso di subentrata incapacita' ad esprimere il consenso, diritto sancito dalla Convenzione di Oviedo e riconosciuto in tutti gli Stati Europei.
Nonostante le continue pressioni di chi, confondendo la difesa della vita con la cattiva interpretazione di un dogma, vuole privare i cittadini del diritto, sancito dalla Costituzione, di rifiutare cure che mantengano artificialmente in vita non la persona, ma un corpo, la Corte d'Appello di Milano ha posto oggi una pietra miliare nel progresso del nostro Paese verso una Sanita' moderna e centrata sull'esclusivo interesse del cittadino.
Al papa' di Eluana vanno la nostra commossa solidarieta', la piu' viva partecipazione al suo dramma umano e la profonda gratitudine per aver avuto la forza di combattere questa battaglia. Una battaglia per Eluana, ma anche per tutti noi. Grazie.