REGIONE DEL VENETO
Giunta regionale

CIRCOLARE REGIONALE 8 ottobre 1999, n. 20

Punti di Primo Intervento (PPI) /Aree di Afferenza






La DGRV n. 1229/98 ha, com’è noto, stabilito che le modalita’ di risposta all’urgenza/emergenza sanitaria siano strutturate su tre livelli, al primo dei quali si trova il Punto di Primo Intervento.
Il P.P.I. costituisce, pertanto, il livello-base su cui si articola la risposta all'urgenza/emergenza ed è previsto che esso possa essere localizzato sia su postazioni fisse o mobili, sia presso stutture sanitarie.
Le sedi del P.P.I. da allocarsi nelle strutture sanitarie pubbliche riconvertite sono state individuate dalla programmazione regionale con la ridefinizione delle schede di dotazione ospedaliera posta in essere con la recente DGRV m 740 del 19.3.1999.

Si ritiene ora necessario fornire le seguenti direttive sia per garantire omogenea attuazione della programmazione sanitaria regionale in tema di emergenza sia per coordinare le iniziative in materia con il processo di riorganizzazione della rete ospedaliera avviato con la DGR 740/99 ed in fase di attuazione.

In considerazione di quanto sopra, atteso che la DGR 740/99 ha individuato nuove sedi ospedaliere idonee ad erogare prestazioni di alta specialità, vanno riviste anche le relativr Aree di afferenza di cui alla precedente circolare n. 19311/92, e pertanto, si procede al loro aggiornanento, tenendo conto delle sedi non previste al momento di emanazione della circolare medesima.

PUNTI DI PRIMO INTERVENTO

Il PPI rappresenta il livello minimo di operatività su cui si articola la risposta all’urgenza/emergenza.

Il PPI allocato all’interno di una struttra di ricovero garantisce accoglienza e primo trattamento al paziente critico che si presenta spontaneamente, di cui provvede, dopo la eventuale stabilizzazione delle funzioni vitali, al trasferimento in ospedale idoneo, in collegamento con la Centrale Operativa. Infatti, al pari degli altri servizi e presidi della rete di urgenza ed emergenza, il PPI è in rapporto funzionale con la C.O. competente per territorio, mentre afferisce organizzativamente alla U.O.A. di Pronto Soccorso.

Nel PPI la medicalizzazione è prevista per l’intero arco delle 24 h.

La Centrale Operativa, in caso di necessità, in relazione a motivate circostanze di tempo e di luogo, può disporre che il medico del PPI, non impegnato in altra emergenza, esca sul territorio a bordo di mezzo di soccorso.

La continuità della funzione assistenziale all’interno della struttura di ricovero in cui il PPi medesimo ha sede, dovrà essere garantita mediante adozione di modelli organizzativi adeguati. A tal proposito, si ribadisce che le strutture di ricovero presso le quali sono ubicati punti di primo intervento, sono ospedali per post-acuti, individuati esclusivamente dalla programmazione regionale; mentre i punti di primo intervento, fissi o mobili, per motivate esigenze locali (densità demografica, viabilità, tempi di percorrenza...) sono individuati dai Direttori Generali delle Aziende in accordo con le CC.OO., nel rispetto degli indirizzi della programmazione regionale.

Il PPI, ancorchè inserito nella rete di urgenza ed emergenza non costituisce destinazione per il trasporto disposto dalla C.O., in quanto non possiede i requisiti per assicurare adeguati livelli di assistenza d’urgenza ed emergenza.

Infatti, gli ospedali sede di PPI (che sono ad indirizzo medico-riabilitativo o specialistico) possono (e sempre e soltanto per i pazienti che si presentano spontaneamente, e non in stato di urgenza ed emergenza) provvedere all’accettazione e trattamento in relazione alle funzioni ivi previste.

Il personale medico del PPI garantisce per le varie patologie la sola valutazione clinica del paziente. Non è previsto lo svolgimento di attività diagnostiche strutturali d’urgenza, che sono proprie dei Presidi sede di Pronto Soccorso.

In particolare, la casistica ed i trattamenti propri di un PPI si possono ricondurre alle fattispecie elencate nell’allegato sub A).

Presso il PPI possono operare medici anche non dipendenti dal SSN, purchè con specifica formazione del campo dell’emergenza sanitaria.

Il personale medico e infemieristico del PPI dipende gerachicamente dal responsabile della U.O.A. di Pronto Soccorso, ancorchè fisicamente separata dalla sede del Punto di Primo Intervento.

Le modalità di coinvolgimento del PPI nella rete di urgernza emergenza ed i rapporti con il sistema complessivo vanno definiti all'interno del protocollo operativo della C.O.



AREE Dl AFFERENZA per pazienti che necessitano di procedure diagnostiche terapeutiche specialitiche particolari

1.0 Necessità di ricovero presso un reparto ospedaliero di area critica

a) Quando una stuttura ospedaliera sia pubblica che privata non è in grado di risolvere una situazione di emergenza all'interno del proprio pres˛dio, deve rivolgersi alla Centrale Operativa dell'emergenza di competenza o al Punto di Ascolto, cui spetta provvedere al ricovero nell'ambito degli ospedali della propria provincia in grado di erogare l'assistenza necessaria, fatto salvo quanto indicato al successivo punto 2.0 per le seguenti specifiche patologie:
- lesioni acute del sistema nervoso centrale con implicazioni neurochirurgiche;
- malattie cardiovascolare, ad insorgenza improvvisa e con imrnediato pericolo di vita, con necessita’ di intervento di emergenza;
- ustioni estese e gravi;
- patologie neonatali con necessità diagnostiche e terapeutiche complesse
- amputazioni di arto superiore o inferiore;
- mielolesioni,
- malattie infettive.

b) Per i paziene con patologie di cui al punto 2.0, nel caso non vi sia disponibilità di posti letto nel Centro territorialmente competente, la Centrale Operativa procede a contattare altri Centri di riferimento della Regione, o extra regonali, dove trasfer˛re il paziente.

c) Qualora non fosse possibile disporre di posti letto anche in altri Centri di riferimento, il Centro di riferimento territorialmente competente è tenuto ad accettare comunque il paziente.


2.0 Aree di afferenza per patologie specifiche

In merito alle patologie di seguito elencate alle lettere a) b) c) d) e) f) e g), si dispone la seguente divisione delle aree di afferenza delle ULSS della Regione:

A) lesioni acute del sistema nervoso centrale con implicazioni neurochirurgiche

ULSS n

Afferenza
1- 2 - 7 - 8 -9 Treviso
3 - 4 - 5 - 6 Vicenza
10 - 12 - 13 Venezia
14 - 15 - 16 - 17 Azienda Ospedaliera di Padova
18 - 19 Rovigo
20 - 21 - 22 Azienda Ospedaliera di Verona



(Quando saranno a regime le attività della U.O.A. di Neurochirurgia dell'Azienda ULSS n.1 e della U.O.A. della Neurotraumatologia dell'Azienda ULSS n. 16, subordinatamente ad una previa comunicazione in merito dei competenti uffici regionali, I'afferenza delle Aziende UU.LL.SS.SS. n. 1 e 2 diventerà Belluno, e l'afferenza delle Aziende UU.LL.SS.SS. 14 - 15 - 16 - 17 diventerà Padova - Azienda ULSS 16).

B1) Malattie cardiochirurgiche, ad insorgenza improvvisa e con immediato pericolo di vita con necessità di intervento di emergenza:

ULSS n

Afferenza
1- 2 - 7 - 8 -9 Treviso
3 - 4 - 5 - 6 Vicenza
10 - 12 - 13 Venezia
14 - 15 - 16 - 17 Azienda Ospedaliera di Padova
18 - 19 - 20 - 21 - 22 Azienda Ospedaliera di Verona



B2) Chirurgia Vascolare

ULSS n

Afferenza
1- 2 Belluno
3 Bassano
4 - 5 - 6 Vicenza
7 - 8 - 9 Treviso
10 - 12 Venezia
13 Mirano
14 - 15 - 16 - 17 Azienda Ospedaliera di Padova
18 - 19 Rovigo
20 - 21 - 22 Azienda Ospedaliera di Verona





C) Ustioni estese e gravi, senza o con necessità di assistenza intensiva

ULSS n

Afferenza
1- 2 - 3 - 7 - 8 - 9 - 10 - 12 - 13 -14 - 15 - 16 - 17 Azienda Ospedaliera di Padova
4 - 5 - 6 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 Azienda Ospedaliera di Verona




D) Patologie neonatali con necessità diagnostiche e terapeutiche complesse e gravidanze a rischio per il neonato

ULSS n

Afferenza
1- 2 - 7 - 8 - 9 - 10 Treviso
3 - 4 - 5 - 6 Vicenza
12 - 13 -14 - 15 - 16 - 17 -18 -19 Azienda Ospedaliera di Padova
20 - 21 - 22 Azienda Ospedaliera di Verona




E) Amputazione di arto superiore o inferiore

ULSS n

Afferenza
TUTTE Azienda Ospedaliera di Verona




F) Mielolesioni

ULSS n

Afferenza
1- 2 - 7 - 8 - 9 - 10 - 12 -13 Treviso
3 - 4 - 5 - 6 Vicenza
14 - 15 - 16 - 17 -18 -19 Azienda Ospedaliera di Padova
20 - 21 - 22 Azienda Ospedaliera di Verona




G) Malattie infettive

ULSS n

Afferenza
1- 2 Belluno
3 - 4 - 5 - 6 Vicenza
7 - 8 - 9 Treviso
10 - 12 - 13 -14 Venezia
15 - 16 - 17 Azienda Ospedaliera di Padova
18 - 19 Rovigo
20 - 21 - 22 Azienda Ospedaliera di Verona







3.0 Monitoraggio posti letto dell’area critica

Entro le ore 10.00 di ogni mattina Ie Unita’ Operative sottoelencate comunicano alla Centale Operativa la disponibilità dei posti letto:
a) Rianimazione generale
b) T.I. Neurochirurgica
c) T.I. Cardiochirurgica
d) T.I. pediatrica
e) Centro Ustionii (relativamente anche al p.l. intensivi)
f) Patologia neonatale

A sua volta, ogni Centrale Operativa tasmette tali dati alla Centrale Operativa di Treviso, la quale provvederà a diffonderli a tutte le CC.OO. ed al Punto di ascolto dell'emergenza, nonché alla Centrale di Coordinamento di Mestre.
Le Unità Operative di cui sopra segnalano tempestivamente alla C.O. provinciale di competenza ogni variazione della disponibilità dei posti letto.

4.0 Carenza di posti nell’ambito dell’area critica

Se non è possibile disporre il ricovero dei pazienti nell'ambito di reparti di rianimazione o terapie intensive presenti nella provincia, tanto nelle strutture pubbliche che in quelle private, I'obbligo del ricovero spetta comunque al reparto di rianimazione o terapia intensiva di competenza territoriale.

E' data facoltà comunque alle Centrali Operative di concordare fra loro collocazioni diverse, anche al di fuori delle rispettive competenze provinciali.

Conclusa la fase acuta, compete alle Centrali Operative e al Punto di Ascolto da cui provengono i pazienti oggetto dei trattamenti specialistici sopra indicati provvedere a reperire il reparto e la sede ospedaliera per la prosecuzione delle cure, al fine di consentire una razionale ed adeguata gestione dei posti letto di area critica in ambito provinciale ed extraprovinciale.

Allegato sub A)

1) ACCETTAZIONE E TRATTAMENTO PER I CASI CHE Sl PRESENTANO SPONTANEAMENTE, QUALORA NON RIVESTANO CARATTERE D'EMERGENZA/URGENZA:

Patologie mediche quali insufficienze cardio respiratorie croniche, ipertensione arteriosa processi broncopneumatici, diabete mellito scompensato, insufficienza epatopancreatica, vasculopatie, ecc.

Generalmente si eseguono:
- visita medica
- ECG (referto via cardiotelefono)
- Esami ematochimici (emocromo, coagulazione, azotemia, creatinina, glicemia, bilirubina, transaminasi, amilasi, elettoliti esame urine, ecc.)
- esami stumentali (rx torace, ecografia, ecc.)

Patologie chirurgiche quali: algie addominali ricorrenti, traumi cranici non commotivi, arteriopatie periferiche.

Patologie specialistiche non in fase acuta (ortopediche, oculistiche, ginecologiche, pediatriche, otorinolaringoiatriche, dermatologiche).

Nell'attesa dei referti ematochimici e strumentali o del posto letto il paziente sosta in osservazione nelle stanze adiacenti all'ambulatorio di primo intervento.

Il paziente viene rinviato a domicilio in assenza di patologia in atto, oppure ricoverato nella divisione idonea in sede o in altro ospedale previo contatto telefonico con la centrale operativa dell’emergenza, o con il punto di Ascolto (il paziente viene trasferito in ambulanza accompagnato dall'infermiere e con un accesso venoso).
Altre prestazioni che si eseguono quotidianamente sono:
anestesia locale-tronculare
sutura di ferite
medicazioni dopo intervento o successive alla prima
bendaggio
docce di immobilizzazione
riduzione di lussazione
fleboclisi
iniezioni im o ev.
iniezioni di gammaglobuline specifiche
vaccinazione facoltativa per il tetano
applicazione sondino naso gastrico
cateterismoo uretrale- vescicale
certificati INAIL
referti autorità giudiziaria, ecc .


2) ACCETTAZIONE E TRATTAMENTO PER I CASI CHE Sl PRESENTANO SPONTANEAMENTE, QUALORA RIVESTANO CARATTERE D'URGENZA DIFFERRIBILE, PREDISPONENDO IL TRASPORTO IN SEDE IDONEA:

Patologie internistiche quali: cardiopatie scompensate e quindi sintomatiche, insufficienze cerebro vascolari (tia-ictus)
Patologie chirurgiche quali: appendicite cronica riacutizzata, ernia inguinale non complicata, varicoflebiti arti inferiori.
Patologie ostetrico ginecologiche quali: meno-metrorragie, algie addominali in gravidanza
Patologie ortopediche quali: fratture scomposte esposte arti superiore ed inferiori, lussazioni.


In tutti questi casi si eseguono gli esami ematochimici strumentali di cui sopra (più immobilizzazione per le fratture), viene incannulata una vena periferica, monitorate FC-PA, allertata la Centale Operativa dell'emergenza per il tasferimento del paziente con ambulanza ed infermiere all'ospedale idoneo.

3) ACCOGLLENZA E TRASPORTO IN SEDE IDONEA PER I CASI CHE SI PRESENTANO SPONTANEAMENTE, QUALORA RIVESTANO CARATTERE D’URGENZA INDIFFERIBILE O CARATTERE Dl EMERGENZA.

Urgenze internistiche quali IMA, emiplegie, crisi convulsive, insufficienza cardiorespiratoria grave, ingestione volontarie di tossici e farmaci, ecc.

Urgenze chirurgiche-ortopediche-ostetriche quali: addome acuto, dissecazione aortica, rottura di aneurismi, politraumi, ustioni ecc.

In questi casi è di primaria importanza il ripristino o manteniento delle funzioni vitali (rianimazione cardio polmonare, esecuzione esami ematochimici e strumentali) e immediato trasferimento con centro mobile di rianimazione o con l'eliambulanza all'ospedale idoneo: il tutto è coordinato dalla centrale operativa dell’emergenza.


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