67mo Raduno Nazionale Alpini

Treviso, maggio 1994

Obiettivi

Le problematiche presentate dalla manifestazione consistevano essenzialmente nella presenza di una popolazione più che doppia rispetto a quella normalmente assistita e nelle difficoltà di movimento dei mezzi derivanti dall'aumento del traffico e dalla chiusura di molti assi viari.

Due gli obiettivi dell'assistenza sanitaria:

  • garantire un rapido soccorso a tutta la popolazione, residente e non
  • proteggere l'ospedale da un iperafflusso di pazienti con patologie lievi

Organizzazione

Sono quindi stati allestiti 4 posti di soccorso attendati all'interno del centro storico, per complessivi 48 posti letto.

Il numero di ambulanze in servizio è stato progressivamente aumentato, inizialmente dislocando i mezzi su tutto il territorio dell'ULSS, e quindi concentrandoli nel centro storico nei momenti di maggior afflusso.
Allo scopo sono state attivate, oltre ai mezzi del SUEM, le ambulanze della Croce Rossa Italiana, dei Vigili del Fuoco, dell'Esercito e della Croce Azzurra Faido.

Durante la sfilata le postazioni di ambulanze sono state affiancate da squadre di barellieri dislocate lungo il percorso. In questo modo il personale sanitario ha potuto garantire la copertura "a vista" dell'intero percorso di sfilata per tutta la durata della stessa.

Il soccorso medico è stato garantito dalle automediche del SUEM, con a bordo medico rianimatore ed infermiere professionale, e dall'elicottero del SUEM. Era inoltre costantemente allertato l'elicottero dei Vigili del Fuoco di Tessera.

Il servizio di Guardia Medica è stato attivato anche nelle ore diurne, per garantire anche alla popolazione non residente le visite mediche urgenti, normalmente erogate dai medici di base.

Il dispositivo era completato da squadre di sommozzatori con imbarcazioni, fornite da associazioni volontarie e dai Vigili del Fuoco, dislocate lungo i principali corsi d'acqua nelle zone a maggior rischio per eventuali cadute.

E' stato infine predisposto un dispositivo di intervento per possibili incidenti di massa, con la disponibiltà 24 ore su 24 di una unità mobile di intervento, gruppi elettrogeni, tende di emergenza.

La Centrale Operativa Provinciale del Servizio di Urgenza ed Emergenza Medica ha assunto il coordinamento di tutto il dispositivo, ricevendo tutte le richieste di soccorso attraverso il numero di emergenza 118 ed il collegamento con il 113 ed il 115.
Il movimento delle ambulanze dislocate nel centro storico è stato coordinato dalla Base Operativa Mobile della C.R.I., che riceveva le richieste di soccorso dalla Centrale del SUEM mediante collegamento telefonico appositamente predisposto.

Tutti i mezzi di soccorso di tutti gli enti erano in costante collegamento radio su due frequenze dedicate, facenti capo alle reti radio del SUEM e della C.R.I.
Tutti i posti di soccorso erano in collegamento telefonico con le Centrali al fine di garantire un corretto smistamento dei pazienti in caso di sovraffollamento di uno di essi.

Il contributo del volontariato

Da giovedì a domenica sono state impegnate nei turni di servizio oltre 300 persone, di cui oltre i due terzi operatori volontari
Come volontari hanno operato anche la maggior parte dei medici e tutti gli infermieri professionali presenti nei posti di soccorso, nonchè tutto il personale a bordo delle ambulanze dislocate nel territorio.

Durante la sfilata di domenica erano presenti anche 15 squadre di volontari a piedi, formate da personale della C.R.I. e del Coordinamento delle Asscociazioni di Volontariato per la Protezione Civile

Egualmente gestita da Volontari, appartenenti alla Croce Rossa Italiana, la Base Operativa Mobile che ha coordinato gli oltre 200 interventi di soccorso di tutte le ambulanze presenti all'interno del centro storico.

Mezzi di soccorso

Il numero dei mezzi di soccorso in servizio è stato progressivamente incrementato a partire dal mercoledì, raggiungendo la punta massima la giornata della domenica, con oltre 30 ambulanze.


Ambulanze in servizio - giorno e notte

Le ambulanze erano affiancate dalle automediche del SUEM con a bordo medico rianimatore ed infermiere professionale, di cui una in servizio 24 ore su 24, ed una seconda in servizio nel centro storico dalle 8 alle 20.

Da mercoledì a sabato le ambulanze della C.R.I., attivate a riforzo del SUEM, sono state dislocate in varie postazioni su tutto il territorio dell'ULSS 10, per poter garantire ovunque un intervento rapido anche in condizioni di viabilità difficoltosa per l'intenso traffico.

Da giovedì a domenica le ambulanze in servizio hanno svolto oltre 300 interventi di soccorso in più rispetto alla media normale.

Interventi


Nelle due figure sono riportati gli interventi gestiti direttamente dalla Centrale Operativa del SUEM (grafico a barre), riferibili al territorio extraurbano, e quelli gestiti dalla base operativa mobile della CRI (grafico a torta, in chiaro i pazienti trasportati in ospedale) verificatisi prevalentemente all'interno della città.

In merito a questi ultimi, è interessante rilevare come la grande maggioranza dei pazienti soccorsi sia stata trasportata ai posti di soccorso allestiti dalla CRI, mentre solo il 13%, affetto da patologie di maggior rilievo, è stato trasportato al Pronto Soccorso dell'Ospedale.
Questo dato dimostra il pieno raggiungimento dell'obbiettivo di "proteggere" il Pronto Soccorso dall'afflusso di patologie lievi, riservando il ricorso all'ospedale ai soli pazienti che necessitavano di procedure diagnostiche e di terapie non altrimenti erogabili.

Ricoveri

A partire da venerdì sono stati progressivamente attivati, in posizione strategica all'interno delle mura cittadine, i 4 posti di soccorso, attivi 24 ore su 24, che disponevano complessivamente di 48 posti letto di osservazione.

Complessivamente sono stati accolti 364 pazienti, trasportati dalle ambulanze o giunti autonomamente.
Oltre il 60% di questi erano affetti da patologie legate ad assunzione incongrua di alcolici, e sono stati trattenuti in osservazione fino alla risoluzione del quadro acuto.
Numerose sono state inoltre le prestazioni chirurgiche, per sutura di piccole ferite.
Tre pazienti sono stati accolti per le conseguenze di cadute in acqua, dopo essere stati recuperati dai sommozzatori della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco.

Come è evidente dal grafico, per soli 18 pazienti (meno del 5%) è stato necessario il trasporto in ospedale: un ulteriore dato che conferma come il dispositivo abbia evitato il sovraffollamento del Pronto Soccorso dell'Ospedale.

Hanno collaborato:

La Croce Rossa Italiana di Treviso
La Direzione Sanitaria dell'ULSS 10,
I Comitati della Croce Rossa Italiana di Belluno, Conegliano, Padova, Rovigo, Venezia, Verona, Vicenza e il 5o Centro Operativo Emergenza della C.R.I. di Verona
I medici ed agli infermieri professionali, che hanno prestato servizio come volontari nei posti di soccorso e sulle ambulanze
Il Servizio di Guardia Medica dell'ULSS 10
La Croce Azzurra Faido di Treviso
I Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Treviso e il Nucleo Elicotteri di Tessera
Il Comando di Sanità Militare R.M.N.E., il 5o Comando Operativo Territoriale, la Caserma De Dominicis
Il Servizio Tecnico Reti ed Impianti Speciali della Regione Veneto
Gli operatori del Radio Club TV 27 che hanno consentito il costante collegamento di tutte le squadre a piedi con i mezzi di soccorso.
I Sommozzatori e le Squadre Sanitarie del Comitato Provinciale di Coordinamento delle Associazioni di Volontariato per la Protezione Civile.
La Polizia Municipale e il Comune di Treviso
La ditta Grazia di Bologna, rappresentata dalla Ceves di Treviso
La Provincia di Treviso
Il Magistrato alle Acque ed il Genio Civile
La ZLogic - Apple Computer di Treviso per la consueta collaborazione tecnica
La Sofitel - Telecomunicazioni Terrestri ed Aeronautiche


Se desiderate una copia della presente documentazione, richiedetela a