DECRETO-LEGGE 12 novembre 2001, n.402

Disposizioni urgenti in materia di personale sanitario



testo in vigore dal: 13-11-2001


IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza di adottare misure
finalizzate ad assicurare una maggiore funzionalita' ed efficienza
nella gestione del personale del Servizio sanitario nazionale;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 26 ottobre 2001;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro della salute, di concerto con i Ministri per la funzione
pubblica, per gli affari regionali e dell'economia e delle finanze;

E m a n a
il seguente decreto-legge:

Art. 1.
Prestazioni aggiuntive programmabili da parte degli infermieri
professionali dipendenti ed emergenza infermieristica

1. In caso di accertata impossibilita' a coprire posti di
infermiere e di tecnico sanitario di radiologia medica mediante il
ricorso a procedure concorsuali, le Aziende unita' sanitarie locali e
le Aziende ospedaliere, previa autorizzazione della Regione e nei
limiti delle risorse finanziarie connesse alle corrispondenti vacanze
di organico ricomprese nella programmazione triennale di cui
all'articolo 39, commi 19 e 20-bis, della legge 27 dicembre 1997, n.
449, e successive modificazioni, hanno facolta', non oltre il 31
dicembre 2003:
a) di riammettere in servizio infermieri e tecnici sanitari di
radiologia medica che abbiano volontariamente risolto il rapporto di
lavoro;
b) di stipulare contratti di lavoro, a tempo determinato, anche
al di fuori delle ipotesi previste dall'articolo 17 del C.C.N.L. 1
settembre 1995, per la durata massima di un anno, rinnovabile, con le
modalita' ed i criteri indicati dai commi 2, 3, 4, 5, 6 e 7 dello
stesso articolo.
2. Fermo restando il vincolo finanziario di cui al comma 1 e
comunque non oltre il 31 dicembre 2003, le Aziende unita' sanitarie
locali, le Aziende ospedaliere, le Residenze sanitarie per anziani e
gli Istituti di riabilitazione, previa autorizzazione della Regione,
possono remunerare agli infermieri dipendenti prestazioni orarie
aggiuntive rese al di fuori dell'impegno di servizio, rispetto a
quelle proprie del rapporto di dipendenza; tali prestazioni sono
assimilabili, ai soli fini fiscali e contributivi, alla libera
professione ancorche' resa all'Amministrazione di appartenenza.
3. Sono ammessi a svolgere prestazioni aggiuntive gli infermieri
dipendenti dalla stessa Amministrazione, in possesso dei seguenti
requisiti:
a) essere in servizio con rapporto di lavoro a tempo pieno da
almeno sei mesi;
b) essere esenti da limitazioni anche parziali o prescrizioni
alle mansioni come certificate dal medico competente;
c) non beneficiare, nel mese in cui e' richiesta la prestazione
aggiuntiva, di istituti normativi o contrattuali che comportino la
riduzione, a qualsiasi titolo, dell'orario di servizio, comprese le
assenze per malattia.
4. L'Amministrazione interessata utilizza in via prioritaria le
prestazioni aggiuntive per garantire gli standard assistenziali nei
reparti di degenza e l'attivita' delle sale operatorie.
5. La tariffa di tali prestazioni aggiuntive a favore
dell'Amministrazione di appartenenza e i tetti massimi individuali
della stessa sono determinati, previa consultazione delle
organizzazioni sindacali in sede decentrata, in misura compatibile
con il vincolo finanziario di cui al comma 1.
6. Le disposizioni di cui ai commi 1, lettera b), 2 e 5 si
applicano, ai sensi dell'articolo 2, comma 3, del decreto legislativo
30 marzo 2001, n. 165, sino all'entrata in vigore di una specifica
disciplina contrattuale e, comunque, non oltre la data del 31
dicembre 2003.
7. Il Ministro della salute individua, con proprio decreto emanato
ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.
400, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, le
figure di operatori professionali dell'area sanitaria nonche', di
concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, le
figure professionali operanti nell'area socio-sanitaria ad alta
integrazione sanitaria che possono essere formate attraverso corsi
organizzati e finanziati a cura delle Regioni. Con lo stesso decreto
sono stabiliti standard minimi di insegnamento teorico e di
addestramento pratico, nonche' le modalita' di nomina della
commissione esaminatrice e di espletamento dell'esame finale. I
predetti corsi sono svolti dalle Aziende sanitarie e dalle altre
strutture sanitarie pubbliche e private autorizzate dalle regioni.
8. Fino a quando non si procedera' ai sensi del comma 7, per
l'operatore socio-sanitario restano confermate le disposizioni di cui
all'accordo intervenuto il 22 febbraio 2001 in sede di Conferenza
Stato-regioni tra il Ministro della salute, il Ministro del lavoro e
delle politiche sociali e le regioni e le province autonome di Trento
e di Bolzano. Con la stessa procedura e' disciplinata, per
l'operatore socio-sanitario la formazione complementare in assistenza
sanitaria che consente a detto operatore di collaborare con
l'infermiere o con l'ostetrica e di svolgere autonomamente alcune
attivita' assistenziali in base all'organizzazione dell'unita'
funzionale di appartenenza e conformemente alle direttive del
responsabile dell'assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la
sua supervisione.
9. Il conseguimento del master di primo livello di tipo
specialistico in Scienze infermieristiche, organizzato dalle
universita' ai sensi dell'articolo 3, comma 8, del decreto del
Ministro dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica 3
novembre 1999, n. 509, costituisce titolo valutabile ai fini della
carriera.
10. I diplomi conseguiti dagli infermieri in base alla normativa
precedente all'istituzione dei corsi di laurea in infermieristica e
che abbiano consentito l'iscrizione agli albi professionali IPASVI,
sono validi ai fini dell'accesso ai corsi di laurea specialistica in
Scienze infermieristiche, ai master ed agli altri corsi di formazione
post-base attivati dalle universita'. All'articolo 1, comma 1, della
legge 2 agosto 1999, n. 264, alla lettera a), dopo la parola:
"architettura" sono inserite le seguenti: "ai corsi di laurea
specialistica delle professioni sanitarie,".
11. In ogni caso restano fermi i vincoli finanziari previsti
dall'Accordo tra Governo, Regioni e Province autonome dell'8 agosto
2001.

Art. 2.
Entrata in vigore


1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione
in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.


Dato a Roma, addi' 12 novembre 2001
CIAMPI
Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri
Sirchia, Ministro della salute
Frattini, Ministro della funzione pubblica
La Loggia, Ministro per gli affari regionali
Tremonti, Ministro dell'economia e delle finanze

Visto, il Guardasigilli: Castelli


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